Informazione generale sulle infezioni delle vie urinarie (IVU)
Numerose persone accusano ogni giorno disturbi delle vie urinarie. Si tratta per la maggior parte di infezioni delle vie urinarie o IVU.
Sono dei processi infiammatori, dei quali il più diffuso è la cistite, che riguarda la vescica. Si tratta generalmente di infiammazioni benigne, non invalidanti, ma con un forte impatto sulla qualità di vita, in particolare a causa delle recidive.
Si calcola che circa il 25% delle donne adulte soffra di cistite almeno una volta l'anno. Le cistiti sono responsabili di 3,5 milioni di consultazioni l’anno ma è stimato che numerosi altri casi sono trattati con l’automedicazione. Questo fatto è confermato dalla domanda crescente di consigli in farmacia. Si può così valutare intorno ai 4 o 5 milioni il numero delle cistiti in Italia.
LE DONNE SONO PARTICOLARMENTE COLPITE :
UNA DONNA SU DUE TRA I 15 E I 65 ANNI È SUSCETTIBILE DI IVU,
IL 42% DELLE DONNE NON VA DAL MEDICO,
IL 19% PREFERISCE L’AUTOMEDICAZIONE,
IL 23% NON AGISCE IN ALCUN MODO, ANCHE SE HA DISTURBI (Indagine Sofres)
Un problema essenzialmente al femminile
La struttura anatomica femminile sembra favorire la comparsa di IVU.
L’uretra è in effetti più corta per la donna che per l’uomo (4 cm per le donne, 16 cm per l’uomo) e anatomicamente più facilmente contaminabile dai batteri (presenti in immense quantità nel colon, e di conseguenza nelle feci).
Si stima a 45% la popolazione di donne che avranno delle cistiti durante la loro vita. Questo episodio può diventare cronico con le recidive (6% delle donne ha più di tre episodi l’anno).
Un malessere vissuto male al quotidiano
Le cistiti alterano molto la qualità della vita quotidiana. È importante riuscire a prevenire le recidive che sono un importante fattore della diminuzione del benessere urinario. Queste possono protrarsi per giorni alterando persino le attività personali, professionali e di relazione.
Escherichia coli, il responsabile
Escherichia coli è un etero batterio dominante della flora aerobica intestinale (colon, di cui il nome coli). Sempre presente come commensale, alcuni ceppi possono diventare patogeni ed essere all’origine di alcune infezioni (urinarie, gastroenteriti…)
Il ruolo di Escherichia coli nelle IVU Escherichia coli incide nelle IVU con una frequenza che oscilla, secondo le popolazioni e l’età, dal 75% al 90%. Per ragioni anatomiche di prossimità tra ano e vulva, in caso di deficienza immunologica, è in grado di risalire l’uretra per arrivare nella vescica. La strategia del batterio consiste quindi nel colonizzare le pareti dell’apparato urinario. Le fimbrie sono le strutture che permettono di aderire all’endotelio, formando velocemente un biofilm che favorisce la resistenza agli antisettici e agli antibiotici
I disturbi urinari di origine batterica
■ Definizione
I disturbi urinari semplici sono delle infezioni urinarie dovute ad un’infiammazione ed a un infezione della vescica da parte di germi patogeni. Possono essere acute o recidivanti (almeno 3 episodi all’anno) assumendo un carattere cronico. Si distinguono da quelle complesse che si propagano nei reni e anche alla prostata (per l’uomo: prostatite).
■ Origine I disturbi urinari sono dovuti principalmente ai microorganismi provenienti della flora fecale. Dopo avere colonizzato la vagina, questi batteri (Escherichia coli nella maggiore parte dei casi) entrano anche nell’uretra e finiscono nella vescica. Una diminuzione delle difese immunitarie, per esempio col passare dell’età, favorisce il processo di colonizzazione. Una cattiva idratazione con un flusso urinario scarso e minzioni poco frequenti sono ugualmente fattori aggravanti.
■ I segni
I disturbi urinari si manifestano con bruciori alla minzione, emissione di poca urina, minzioni difficili e dolorose, stimolo alla minzione senza poter urinare, irritazione e peso sulla vescica, urine che possono essere torbide con una forte puzza (colore e odore sono tipici delle infezioni da E. coli).
■ Il trattamento
E’ essenzialmente rappresentato dall’antibioterapia (spesso di durata breve) ed il rispetto di misure igienico-dietetiche. Alcune piante hanno dimostrato il loro interesse nelle infezioni di origine batterica e nelle loro recidive. La più studiata ultimamente è il Cranberry (Vaccinium macrocarpon).